Microbiota vaginale e vescicale:
c’è correlazione?

L’incontinenza urinaria mista è una condizione in cui la donna può presentare un mix d’incontinenza da urgenza, a causa di una vescica iperattiva, e incontinenza da sforzo, causata da pressione a livello addominale che dà vita a perdite involontarie.

Un gruppo di ricerca ha pubblicato su American Journal of Obstetrics & Gynecology nel 2021 uno studio clinico, Association between the urogenital microbiome and surgical treatment response in women undergoing midurethral sling operation for mixed urinary incontinence, nel quale è stata cercata una correlazione tra esito dell’intervento chirurgico in donne con incontinenza urinaria mista e composizione del microbiota urinario e vaginale.

I risultati dello studio hanno evidenziato come il microbiota urinario non presentasse differenze significative tra i responder all’operazione e i non-responder, mentre il microbiota vaginale presentava profonde differenze di composizione.

I risultati dello studio

Lo studio ha preso in considerazione 100 donne alle quali è stata effettuata un’analisi del microbiota vaginale e di quello urinario prima dell’intervento chirurgico per incontinenza urinaria mista.

Questa analisi è stata poi utilizzata per valutare possibili differenze del microbiota di questi due distretti che potessero essere predittivi per la buona riuscita di un’operazione chirurgica di questo tipo.

Nel follow-up a 12 mesi, 72 soggetti sono risultati responder all’operazione, mentre 28 non hanno risposto adeguatamente.

Le analisi del microbiota hanno evidenziato come tra i due gruppi non ci fossero differenze significative riguardo la composizione del microbiota urinario, che quindi non sembra essere un fattore predittivo, mentre a livello del microbiota vaginale le differenze rimarcavano il fatto che la presenza dominante di lattobacilli in questo distretto fosse caratteristica dei soggetti responder all’intervento chirurgico rispetto ai non-responder, che presentavano un microbiota vaginale con biodiversità maggiore e presenza dominante di Prevotella.

Gli autori aggiungono anche che l’analisi del microbiota urinario sembra non aver dato differenze tra i due gruppi soprattutto per il fatto che è difficile identificare un microbiota urinario a causa della bassa biomassa di questo distretto che richiede metodiche di analisi più sensibili rispetto a quelle utilizzate.

Quale razionale dietro ai risultati?

Gli autori hanno cercato di spiegare le osservazioni ottenute dallo studio, che correla quindi un microbiota vaginale ricco in lattobacilli e povero in Prevotella, con una migliore risposta al trattamento chirurgico per incontinenza urinaria mista.

La spiegazione principale alla quale sono arrivati è stata che la presenza di lattobacilli, essendo inversamente proporzionale a quella di Prevotella, riducesse la possibilità di incorrere in vaginosi batteriche, preservando quindi l’intero distretto dalle infiammazioni che avrebbero potuto compromettere l’esito dell’operazione, confermando la letteratura mondiale che evidenzia la capacità protettrice dei lattobacilli a livello vaginale.

Questo è ancora più indicativo per il fatto che il microbiota vaginale e quello vescicale sono ben distinti dal microbiota intestinale, ma sono strettamente connessi tra loro soprattutto per la presenza di lattobacilli, che sembra evidenziare come il microbiota vaginale possa influenzare il microbiota vescicale.

I ricercatori concludono che l’utilizzo di probiotici per il microbiota vaginale possa avere risvolti positivi anche sul microambiente urinario, al fine quindi di ripristinare la corretta colonizzazione lattobacillare.

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